
Filtro nuovo, impianto in funzione, cliente soddisfatto.
Almeno in teoria.
Poi però la portata cala, i consumi aumentano, il filtro si sporca troppo in fretta o la qualità dell’aria non raggiunge il livello atteso. In molti casi il problema non è il filtro difettoso: è una scelta fatta senza considerare abbastanza l’ambiente in cui l’impianto lavora.
Un filtro non dovrebbe essere scelto solo per classe, dimensione o disponibilità immediata.
Dovrebbe essere scelto in base all’applicazione reale: dove lavora l’impianto, quali contaminanti deve trattenere, quante ore resta acceso e quale risultato deve garantire.
Per installatori e manutentori, questa valutazione è decisiva.
Permette di proporre una soluzione più corretta, ridurre il rischio di richiami e dare al cliente una risposta più professionale.

Vediamo i 5 aspetti da controllare prima di scegliere il filtro d’aria
1. Destinazione d’uso dell’ambiente
Il primo dato da chiarire è semplice: dove lavora l’impianto?
Un ufficio richiede comfort e continuità. Una cucina professionale deve gestire grassi, fumi e odori. Un reparto industriale può presentare polveri, particolati o contaminanti specifici. Un ambiente sensibile può richiedere livelli di efficienza più elevati.
Partire dalla destinazione d’uso evita una scelta generica e orienta correttamente tutte le valutazioni successive.
2. Tipo e livello di contaminanti
Non tutti gli inquinanti si trattengono nello stesso modo.
Polveri grossolane, particolato fine, fumi, oli, grassi e odori richiedono soluzioni diverse e, spesso, una combinazione tra prefiltrazione e filtrazione a maggiore efficienza.
Capire cosa deve trattenere il filtro aiuta a evitare due errori opposti: una soluzione insufficiente, che non protegge l’impianto e l’ambiente, oppure una soluzione sovradimensionata, che aumenta costi e perdite di carico senza un reale vantaggio.
3. Ore di funzionamento
Un impianto acceso molte ore al giorno non ha le stesse esigenze di uno utilizzato in modo saltuario.
Le ore di funzionamento incidono sul carico del filtro, sulla velocità di intasamento e sulla frequenza degli interventi di manutenzione. Valutarle in anticipo aiuta a scegliere una superficie filtrante adeguata e una soluzione sostenibile nel tempo.
Il punto non è solo far funzionare bene l’impianto il primo giorno. E mantenerlo efficiente nel tempo.
4. Efficienza energetica
Scegliere sempre il filtro con efficienza più alta non è necessariamente la scelta migliore.
Un filtro più performante puo trattenere di più, ma può anche aumentare le perdite di carico. Se l’impianto lavora con maggiore sforzo, la portata può ridursi e i consumi possono salire.
La scelta corretta sta nell’equilibrio: garantire la qualità dell’aria richiesta senza penalizzare inutilmente il funzionamento dell’impianto.
5. Obiettivo di qualità dell’aria
Ogni ambiente ha un obiettivo diverso di qualità dell’aria interna.
Definire l’obiettivo di IAQ (Qualità dell’Aria) permette di scegliere una soluzione coerente, senza eccessi e senza compromessi rischiosi.
Non esiste un filtro universale per tutti gli impianti. Esiste una soluzione corretta per ogni contesto di lavoro.
Per questo la scelta del filtro dovrebbe partire sempre dall’ambiente e dagli obiettivi dell’impianto, non da una soluzione standard.
GARDAIR affianca installatori e manutentori nella valutazione della soluzione piu adatta, con prodotti per la filtrazione, la diffusione e la ventilazione dell’aria.
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